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Il
Bosco della Mesola
Localmente
detto il Boscone, il Bosco della Mesola è
insediato su cordoni litoranei formatisi tra XII e XV secolo,
dei quali rimangono evidenti esempi nel suolo sabbioso e
dunoso.
Il bosco è ciò che rimane di una vasta
foresta termofila, denomina Bosco Eliceo, che dominava
le aree emerse dagli acquitrini della costa Alto Adriatica.
Nel XVI secolo l’area forestale del Boscone
era adiacente alla tenuta Estense di Mesola utilizzata
per le battute di caccia.
Nel 1919 l’area sulla quale sono insediati questi
boschi fu acquistata dalla Società per la Bonifica
dei Terreni Ferraresi.
Nel 1954 il bosco della Mesola fu acquistato dall’Azienda
di Stato per le Foreste Demaniali (ASFD), la quale iniziò
un’intensa opera di riordino colturale che negli anni
ha assunto sempre più caratteristiche di conservazione
naturalistica, tendendo al ripristino strutturale della
originaria cenosi forestale.
Nel 1971 terminò l’ultima bonifica del ferrarese:
la Valle Falce (ad ovest del Boscone), tale opera ebbe effetti
particolarmente negativi sul bosco perché il conseguente
abbassamento della falda acquifera determinò la moria
per disseccamento degli alberi più vetusti.
A questo si tentò di porre rimedio ripristinando
ed ampliando la rete interna di canali e scavando, nella
parte centro-meridionale del bosco, il laghetto Elciola,
un bacino di 7 ettari (Bondesan 1982a, 1982b, Pagnoni 1998).
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